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GUIDA TURISTICA

La storia di Cortanze

L'origine di Cortanze si fa risalire in epoca romana, poiché passava nel suo territorio la strada per Industria (l'attuale Monteu da Po). L'etimologia del nome lo fa derivare da 'Curtis', cioè centro amministrativo, economico, autonomo e chiuso, tipico del Medioevo. In alcuni documenti del X secolo viene citato con il nome di 'Curtis Anserius o Anseris', dal nome del feudatario, da cui derivò 'Cortansero', 'Cortanze'. Il paese è citato, insieme ad altri 15 paesi, nella concessione fatta dall'imperatore Carlo il Grosso nel 885 al Vescovo di Asti, sotto il quale rimase anche durante tutto l'impero di Ottone III.
I Vescovi di Asti, a partire dal 1117, investirono prima i Signori di Montiglio e poi un certo Bonifacio di Cortanze. Durante la lotta tra il Vescovo, il Marchese del Monferrato e il Comune di Asti, Umberto di Cortanze si alleò con il Comune di Asti ed ottenne l'investitura del feudo nel 1198. Estintisi i Signori del luogo, il feudo venne dato dal Vescovo ai conti Pelletta, ricchi banchieri astigiani, la cui linea di Cortanze aveva come cimiero il leone alato e il motto 'né troppo né poco'.

 



Essi ebbero il possesso sul castello e sul luogo fino al 1601, anche se il possedimento era diviso tra le tre linee genealogiche. La proprietà del castello era anche dei Roero, che avevano acquistato 1/16 fin dal 1446. A partire dal XVII secolo i Roero acquistarono altre quote del castello, tanto che ai Pelletta rimase soltanto 1/8. Lo stemma dei Roero
L'antico castello, del quale non si individuano più i resti, era stato costruito presumibilmente nel VI secolo come fortificazione, e venne fatto ricostruire dai Pelletta nella metà del XIV secolo, anche se essi non vi risiedevano che saltuariamente, lasciando l'amministrazione a un castellano.
La fortuna politica dei Pelletta, a causa delle lotte astigiane tra guelfi e ghibellini, li costrinse ad allearsi con i Visconti di Milano, così nel 1386 Gian Galeazzo Visconti inserì Cortanze con altri 13 paesi nella dote della figlia Valentina, sposa di Luigi d'Orleans. Sorse una contesa tra i Visconti ed il Vescovo di Asti, perché quest'ultimo aveva fatto dichiarare Cortanze 'feudo pontificio'. Soltanto nel 1422 venne ufficialmente riconosciuto il dominio del Vescovo.
Verso la metà del 1500 i fratelli Ercole e Tomaso Roero acquistarono dagli Scarampi le loro quote del castello, compresa la nuova ala appena costruita. Nel 1616 Tomaso acquistò dai Pelletta il Castello e il feudo enel 1622 venne nominato 'Marchese di Cortanze'.



Dal 1701 al 1703 il paese venne occupato dalle truppe dei Savoia e durante la guerra di successione austriaca da quelle francesi e poi spagnole. Le sorti di Cortanze furono però decise dal Vescovo di Asti che cedette, nel 1784, tutto il territorio a Vittorio Amedeo III di Savoia in cambio di un congruo stipendio e del titolo di 'principe'. Entrò così a far parte dell'allora Provincia di Asti e il marchese dovette pagare i tributi al re fino al 1796, quando subentrò il governo francese e poi quello napoleonico. Caduto Napoleone i Roero tornarono sotto i Savoia, seguendo la storia nazionale.






 

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